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Le bande sonore o rallentatori ad effetto acustico hanno lo scopo, come dice il termine, di attirare l’attenzione del conducente facendo rallentare il veicolo in prossimità di possibili punti di pericolo per chi viaggia all’interno del mezzo (ad esempio prima di curve pericolose e incroci) o per gli altri utenti della strada (nelle vicinanze di scuole, attraversamenti…).
Ce ne sono di due tipi: le bande sonore e i “pettini” sonori. Questi sistemi hanno le stesse funzioni, ma sono sostanzialmente realizzati in modo opposto: per le prime si “incollano” delle strisce sul manto stradale, mentre i secondi si ottengono creando dei solchi nell’asfalto.
Le bande sonore sono strisce trasversali di materiale retroriflettente con altezza crescente nel senso di marcia che creano sia un effetto acustico/ vibratorio che ottico per rifrangenza. La prima striscia deve avere una larghezza di 20 cm, le successive con incremento di almeno 10 cm di larghezza. Esiste anche un altro tipo di bande sonore che sono tutte di uguale larghezza e vengono applicate in serie da 5, 7 o 10 ad una distanza che varia da 50 a 70 cm fra gli interassi di ogni singola banda sonora. Possono essere realizzate su tutte le strade, per tutta la larghezza della carreggiata.

Bande Ottiche 

Articolo 179

(Art. 42 Cod. Str.) Rallentatori di velocità.


1. Su tutte le strade, per tutta la larghezza della carreggiata, ovvero per una o più corsie nel senso di marcia interessato, si possono adottare sistemi di rallentamento della velocità costituiti da bande trasversali ad effetto ottico, acustico o vibratorio, ottenibili con opportuni mezzi di segnalamento orizzontale o trattamento della superficie della pavimentazione.

2. I sistemi di rallentamento ad effetto ottico sono realizzati mediante applicazione in serie di almeno 4 strisce bianche rifrangenti con larghezza crescente nel senso di marcia e distanziamento decrescente. La prima striscia deve avere una larghezza di 20 cm, le successive con incremento di almeno 10 cm di larghezza (Fig. II.473